Cosa è successo
L'associazione olandese Stichting Massaschade & Consument (SMC) ha avviato una class action contro Epic Games. Secondo il gruppo, Fortnite avrebbe indotto in errore i giovani giocatori con pratiche considerate scorrette.
SMC chiede oltre 100 milioni di euro tra rimborsi e danni, oltre a un risarcimento legato alla raccolta dei dati personali dei minori senza consenso dei genitori. La causa riguarda un gruppo di giocatori olandesi, ma la fonte non ne indica la dimensione esatta.
Nella denuncia, SMC cita una ricerca su oltre 1.000 adolescenti olandesi tra i 16 e i 19 anni. Tra i dati riportati, sei acquirenti su dieci di valute come i V-Bucks avrebbero detto di non percepirle come denaro reale, mentre metà avrebbe rimpianto acquisti fatti sotto pressione temporale.
Confronto tra le fonti
Le due fonti concordano su tutti i punti centrali: la class action di SMC, la richiesta di oltre 100 milioni di euro, il richiamo ai dati dei minori e i risultati della ricerca sugli adolescenti olandesi.
La fonte aggiuntiva introduce una citazione attribuita a Lucia Melcherts, presidente di SMC, che collega la richiesta di rimborso al fatto che i giovani consumatori vadano protetti da pratiche di pressione all'acquisto. Aggiunge anche la replica di Epic, secondo cui i genitori dispongono di strumenti di controllo e i minori nei Paesi Bassi hanno limitazioni agli acquisti e alla visibilità di alcuni oggetti.
Restano invece invariati i fatti già presenti nel primario: la proposta di negoziare un accordo e la possibilità di portare il caso in tribunale se i colloqui fallissero.
Impatto concreto
Per i giocatori coinvolti, la richiesta punta a ottenere un rimborso o un risarcimento economico. Per Epic, la causa aggiunge un fronte legale dopo le contestazioni già ricevute nei Paesi Bassi sulle pratiche commerciali di Fortnite.
La fonte ricorda infatti che nel 2024 l'Autorità olandese per i consumatori e i mercati aveva contestato scelte di design del negozio oggetti ritenute scorrette, e che nel gennaio 2026 un tribunale di Rotterdam ha confermato sanzioni da 562.500 euro ciascuna per l'uso di frasi come "get it now" e "buy now" e per i timer che suggerivano falsamente la scomparsa degli oggetti alla scadenza.
