Cosa è successo
La dirigenza di Criterion ha descritto il presente dello studio come molto diverso dal passato legato a Burnout e Need for Speed. Oggi il team si presenta come uno studio Battlefield a tutti gli effetti, con un contributo definito come importante all'interno di Battlefield Studios.
Secondo i responsabili intervistati, Criterion è stato coinvolto in Battlefield 6 fin dall'inizio dello sviluppo, invece di entrare solo nelle fasi finali come accaduto in passato. Lo studio riferisce di aver lavorato in particolare sulla campagna, sulle due missioni finali e su elementi come distruzione, combattimento, armi, veicoli e comportamento dei soldati.
La dirigenza sostiene anche che il DNA creativo dello studio resti riconoscibile, pur spostandosi dal racing al shooter. Vengono citati ritmo, spettacolarità e sensazione di “caos controllato” come tratti che continuano a caratterizzare il lavoro di Criterion.
Lo studio conta ora 164 persone e opera tra Guildford e Wilmslow. Nel pezzo viene anche ricordato che nel 2017 il personale era molto più ridotto.
Impatto concreto
Per i giocatori, l'effetto più immediato riguarda Battlefield 6, su cui Criterion dichiara di aver inciso in più aree del gameplay e della campagna. La fonte non indica però novità già annunciate per futuri contenuti o per altri progetti specifici.
Sul piano industriale, la notizia segnala una crescita strutturale dello studio e una volontà esplicita di continuare ad assumere, anche tramite tirocini e programmi di outreach. Questo può rafforzare la capacità di Criterion di sostenere progetti AAA di grandi dimensioni.
La dirigenza collegata a Battlefield Studios presenta inoltre Criterion come un team in evoluzione, con l'obiettivo dichiarato di renderlo uno dei riferimenti del settore nel Regno Unito. Si tratta però di un obiettivo interno, non di un risultato già raggiunto.
